| Data | Contenuto | Edizione |
| 1414 luglio 16, Altamura | Roberto di Giovanni di Agata di Matera, abitante in Altamura, vende a I o h a n n u c i o di Tricarico, di Matera, la metà di una vigna posta in territorio di Matera, in località Serra Rifusa per la somma di unâoncia e quindici tarì. | Inedito |
| 1428 febbraio 4, Matera | Caterina, abitante in Matera, con il consenso di Silvestro di Martucio, suo padre e legittimo mundoaldo, cede a Donato di Giacomo la metà di una sala ereditata dalla defunta Lucrezia di Giovanni P i z a r e l l i, sita nella medesima città , nel pittagio della maggior chiesa, ricevendo in cambio tre casili diroccati, posti nel medesimo pittagio e la somma di tre once e quindici tarì. | Inedito |
| 1439 dicembre 11, Milano | Alla presenza di Giovanni d e L a g u a r d a, console di giustizia di Milano, D o n i n a d e L a c l u x a, abitante in Porta vecchia, nella stessa città , figlia del defunto G a p i c u t i s di Giovanni, dottore in legge e vedova di Giovanni di Cazago, tutrice e curatrice delle figlie Caterina, detta Athilla, A n g e r i n a e M a l g a r i n a, col consenso di Elia d e L a c l u x a , suo agnato, fa compilare un inventario di tutti gli averi lasciati dal marito e consistenti in quattro parti su cinque di numerosi beni immobili con relativo valore, siti in varie zone della città e diversi beni mobili e oggetti di corredo. | Inedito |
| 1443 gennaio 13, Matera | R u c c i a di Simone d e M i t a, abitante in Matera, giacendo inferma nella sua casa sita nel Sasso Caveoso della stessa città , nella contrada della chiesa di San Silvestro, avendo nominato suo erede universale il marito, mastro Nicola Abbate di Matera, lascia a Pietro d e C i m i n e l l o, prete della stessa città , la casa in cui abita, con tutte le sue pertinenze, una vigna alberata e un vignale di terra incolta poste nel territorio di Matera, in località F r a t t i n i s con lâobbligo di celebrare ogni settimana, in perpetuo, una messa in suffragio della sua anima e impegnando il marito e i suoi eredi, rimasti a godere dei beni suddetti, a versare annualmente al detto Pietro d e C i m i n e l l o, prete, la somma di sei tarì. | Inedito |
| 1446 settembre 15, Altamura | Nella corte regia di Altamura, alla presenza di Francesco di N o h a di Lecce, dottore in legge e principale luogotenente, compare Nicola di Giacomo d e A m u l l o prete, sacerdote di Altamura, in qualità di procuratore ed economo del monastero di Santa Maria Nova di Matera, il quale contesta a Martino di Giacomo di Marinella, abitante in Altamura, il possesso di due appezzamenti di terra siti in territorio di Matera, in località La Rossa, i quali, dopo gli accertamenti del caso, vengono restituiti al suddetto monas | Inedito |
| 1475 dicembre 20, Miglionico | Colella, vedova di Mangerio di Roberto notaio, abitante in Miglionico, con il consenso di Antonio, suo figlio e Francesco di Giovanni prete, suoi legittimi mundoaldi, vende a Nardo d e G u r r i s i o notaio, della medesima città , un appezzamento di terreno, sito in territorio di Miglionico, in località P l a n e S t h e r t i n e al prezzo di unâoncia e dieci tarì. | Inedito |
| 1484 maggio 17, Matera | Giovanni P a p p a l (e r) r a, regio capitano di Matera, in seguito alla richiesta avanzata da Giovanni di Monteleone, prete, cappellano dellâarcivescovo di Matera e Acerenza, conferma le disposizioni contenute in un documento di Ferdinando, re di Sicilia, a lui presentato dal richiedente, e ordina che lo stesso sia rimesso in possesso di quei benefici usurpati ingiustamente da Donato di Scalcione, di Matera. | Inedito |
| 1501 gennaio 17, Matera | Giovanni Paolo Pirro, dottore di Taranto, concede alla moglie Isabella, figlia di Giovanni Brancali di Matera, il m o r g i n c a p, consistente nella quarta parte di tutti i suoi beni mobili ed immobili. | Inedito |
| 1502 giugno 14, Matera | Eustasio di Donato di T e r r a m i n i c h i l o, abitante in Matera, vende a Battista Melvindi della stessa città , un vigneto con alcuni alberi, sito in territorio di Matera, in località S. Maria d e B a l e a, per la somma di cinque once. | Inedito |
| 1505 giugno 25, Taranto | Gesmundo di Marco abitante in Montemurro si impegna a versare la rimanente somma di 264 ducati a Battista Melvindi di Matera sul prezzo dâacquisto di 346 ducati di una certa quantità di vacche, prima di lasciare la terra di Massafra, nella quale si sarebbe recato. | Inedito |
| 1517 agosto 1, Pavia | Verbali delle sedute del processo celebratosi il 27 e il 31 luglio dello stesso anno presso il tribunale di Pavia, alla presenza di Giacomo Altamura, vicegovernatore e luogotenente del magnifico Aloisio Dars, governatore di quella città , nel quale Angelello d e V i s o, abitante in Matera, aveva citato in giudizio presso quella corte Battista Melvindo, di Matera, assente, ma rappresentato da Bernardo d e V i l l a n i s, procuratore di Pavia; non essendosi presentato il citato Angelello, nel termine stabilito di tre giorni, lo si condanna in contumacia al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni nei confronti di Battista Melvindo, che viene sciolto dallâobbligo di presentarsi presso quel tribunale. | Inedito |
| 1519 maggio 17, Matera | Donatello d e A n g e l i s a, abitante in Matera, vende ad Andrea di Guglielmo di Gualtiero una costruzione agricola circondata da muro e la metà di un suolo antistante, siti in Matera, nel pittagio della maggior chiesa, al prezzo di sette once e venti tarì, computati sessanta carlini per oncia. | Inedito |
| 1591 aprile 22, Matera | Su richiesta di Donato Gattini di Matera, alla presenza del governatore di quella città e di numerosi testimoni, viene aperto il testamento della defunta Artemisia de Angelis, moglie di Fabrizio Saliceto, di Matera, che istituisce suoi eredi universali i figli Donato e Silvestro Gattini, obbligandoli a provvedere alla sua sepoltura e a far celebrare messe in suffragio della sua anima e di quella del defunto Scipione Gattini, suo figlio; nomina, inoltre, usufruttuario dei suoi beni dotali, vita natural durante, il marito Fabrizio Salic | Inedito |
| 1591 maggio 24, Matera | Camilla Gattini, abitante in Matera, sentendosi prossima alla morte, nomina erede universale suo fratello Silvestro con lâobbligo delle esequie. | Inedito |
| 1591 maggio 25, Matera | Nicola di Giovanni Ioculano, pubblico notaio di Matera, accogliendo la richiesta avanzata da Pietro de Angelis che agisce in nome e per conto del fratello Gregorio, alla presenza del giudice ai contratti e di numerosi testimoni, rilascia copia autentica di un atto rogato in Matera il 1508 agosto 16 dal defunto notaio Rainaldo di Stefano, della medesima città , riguardante la divisione di alcuni beni immobili tra i defunti Antonello di Giacomo de Angelis e Giovanni, suo fratello. | Inedito |
| 1602 dicembre 20, Roma | Breve del protonotario apostolico Marcello Lante indirizzato al Capitolo metropolitano di Matera. | Inedito |
| 1613 febbraio 20, Matera | Verbale di ricognizione di alcuni beni immobili siti in Matera effettuata su richiesta di Giulia Melvindi, moglie del defunto Silvestro Gattini e tutrice dei suoi figli. | Inedito |
| 1620 gennaio 15, Matera | Gabriele Panetta, pubblico notaio di Matera, su richiesta di Gregorio Papaleone e Orazio dello Morello, rispettivamente priore e procuratore della cappella del SS. Rosario della medesima città , rilascia copia autentica di un documento rogato il 1600 gennaio 5 in Matera dal defunto notaio Carlo Spinelli, riguardante la concessione di un prestito di cinquanta ducati ai fratelli Giovanni Antonio e Simmino de Viglianno, prelevati dalla dotazione della citata cappella. | Inedito |
| 1645 gennaio 9, Matera | Giovanni Donato Cipilla, abitante in Matera, dona ai frati di San Domenico della stessa città , rappresentati dal padre baccelliere Giovanni Sinerchia, una grotta di sua proprietà , sita nel Sasso Barisano, nel rione di San Cataldo, per la quale percepiva ducati annui venticinque dal Capitolo di San Giovanni Battista di Mat | Inedito |
| 1649 maggio 3, Matera | Contratto di compravendita di alcune terre site in territorio di Matera, nelle località Matina grande e Camastra, tra i frati di San Domenico della stessa città e [...] | Inedito |
| [1658, Matera] | Giovanni Battista Spinola, arcivescovo di Matera, concede al suddiacono Antonio Gattini della stessa città , il beneficio laicale istituito da Cataldo e Berlingerio de Zaffaris sulla cappella del SS. Sacramento, resosi vacante per la morte del sacerdote Giovan Battista Groia. | Inedito |
| 1679 dicembre 2, Matera. | Antonio del Rio, arcivescovo di Matera e Acerenza concede un beneficio laicale sotto il titolo di San Pietro d e M o r r o n i b u s a Pietro di Turi, prete della città di Matera. | Inedito |
