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Attività
"Laudati al Palazzo. L'arte di Raffaele e Tina Laudati" è un progetto ambizioso nato con la finalità di riportare alla ribalta del panorama artistico nazionale ed internazionale due artisti, padre e figlia, altamurani di adozione e nascita, che hanno operato in Francia e in Italia tra la fine dell'Ottocento e della prima metà del Novecento, riscuotendo un lusinghiero successo.
I numerosi dipinti di questi due pittori custoditi dall'A.B.M.C., che già da tempo pensava alla realizzazione di una grande mostra, hanno attirato l'attenzione dell'Amministrazione Comunale che si è fatta propomotrice di questo progetto, sostenuta anche dalla Regione Puglia e dalla più grande disponibilità offerta dal nostro Ente.
La perfetta sinergia di queste tre Istituzioni ha permesso la realizzazione di un evento culturale che certamente avrà grande eco anche oltre i confini regionali.
Singolare è la sede dell'esposizione indicata e voluta dall'Amministrazione Comunale: il Palazzo di Città.
La mostra dei dipinti dei Laudati è rimasta aperta dal 24 agosto 2009 all'8 Gennaio 2010
RAFFAELE LAUDATI
TINA LAUDATI
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La mostra ha ricevuto l’adesione del Presidente della Repubblica.
Telegramma della Presidenza della Repubblica
In occasione della Mostra ''Laudati al Palazzo. L'arte di Raffaele e Tina Laudati'', il Presidente della Repubblica è lieto di far giungere all'Amministrazione Comunale di Altamura, ai promotori e agli organizzatori espressioni di apprezzamento per le finalità artistiche dell'iniziativa, volta ad illustrare periodi e tematiche significativi dell'opera dei due artisti Altamurani ed a evidenziarne il profondo legame con le radici culturali italiane ed europee. Nel formulare l'augurio per il successo della rassegna, il Capo dello Stato invia a quanti hanno concorso alla sua realizzazione il suo cordiale saluto, cui unisco il mio personale. (Donato Marra, Segretario Generale Presidenza Repubblica)
Clio Napolitano: “Con vivo apprezzamento per questa solidale collaborazione di padre e figlia nell’ambito di esperienze anche parigine di cui si nota l’influenza, pur nella loro originalità”.
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